Che cosa e' la Psicogenealogia

in La psicogenealogia


La Psicogenealogia, o psicologia transgenerazionale, racchiude un insieme di conoscenze e metodologie di lavoro di diversi studiosi quali Francoise Dolto (allieva di Renè La Forgue), Nicolas Abraham e Maria Torok, Ivan Boszormenyi-Nagy, Vincent de Gulejac.
L'elaborazione di ciò si deve ad Anne Ancelin Schuetzenberger. Professore emerito di psicologia all'Università di Nizza e co-fondatrice dell'Associazione Internazionale di Psicoterapia di Gruppo; di formazione freudiana ha studiato, fra gli altri, con Francoise Dolto e Jacob Moreno.

Oggigiorno l’approccio transgenerazionale trova riconoscimento presso numerosi professionisti nel campo psicologico(professionisti dell’aiuto, autori, ricercatori, praticanti di differenti approcci) i quali gli conferiscono un ampio spazio nelle loro pratiche.
Vanno comunque distinti i differenti metodi, tecniche e strumenti relativi al transgenerazionale e accordare loro una definizione (non definitiva) allo scopo di situarli al meglio l’uno in rapporto all’altro e di situarli in funzione della domanda del cliente.
Esistono attualmente diverse correnti principali che coesistono nel registro trans generazionale, ma sono differenti l’una dall’altra: la Psicogenealogia (con differenti approcci), le costellazioni familiari, la decodifica biologica.

Il concetto fondamentale di questa disciplina é che noi non siamo individui separati e isolati, bensì non possiamo prescindere dalla nostra famiglia e dal vissuto dei nostri avi.
Ciò che i nostri antenati hanno vissuto, i loro traumi e sofferenze, i loro sogni e aspettative, le loro gioie e i loro progetti di vita travalicano le generazioni e si manifestano nei nuovi nati con ripetizioni o psicosomatizzazioni, cosicché (ri)appaiono patologie fisiche e psichiche, fallimenti economici o sentimentali, etc...
Viene data 'scientificità' ai concetti biblici “le colpe dei padri ricadono sui figli per diverse generazioni” e “i genitori hanno mangiato l'uva acerba e i figli ne hanno ricavato il dente che duole”.

Ciò che si tramanda è soprattutto il non-detto, il segreto di famiglia.
Francoise Dolto, psicanalista francese, disse che “i bambini e i cani sanno sempre tutto, e soprattutto quello che non viene detto” e che “ciò che viene taciuto alla prima generazione, la seconda lo porta nel suo corpo”. Il non-detto, spesso si tratta di un fatto tragico, scandaloso o vergognoso (fallimenti, morti misteriose, abusi, incesti, nascite illegittime, etc...), viene tramandato nelle generazioni e produce sofferenza fisica e psichica.
Come afferma A.A.Schuetzenberger, quando le cose vengono taciute il corpo deve per forza esprimerle e questa è la somatizzazione. Il corpo del bambino (figlio, nipote o pronipote) si trasforma nella voce dell'antenato ferito, nella 'parola' del suo trauma. Diventa allora necessario 'tirare fuori lo scheletro dall'armadio', decodificare le ferite non rimarginate e occuparsene, per liberarsi dal freddo che ci hanno portato dentro.

Portare alla luce e prendere consapevolezza ci aiuta a capire il perché di determinate dinamiche e si apre la strada all'accettazione e al perdono. Il rancore, la rabbia, la frustrazione, l'apatia hanno così possibilità di sciogliersi e di lasciare il posto ad un nuovo modo di sentire e vivere la vita.
Secondo Ivan Boszormenyi-Nagy la terapia o genosociogramma può portare uno strumento e un aiuto che permetta all'individuo di avere il coraggio necessario a far fronte agli obblighi e alle colpe, davanti ai debiti emotivi non pagati.

Riassumendo:
Il lavoro della psicogenealogia si inscrive nell’attualità di un mondo in piena mutazione.
La nostra epoca è agitata da delle memorie collettive onnipresenti, che entrano in risonanza con il peso delle memorie ancestrali, ingombre di fantasmi, intrise di sofferenza e colpevolezza.
Diviene dunque urgente, in questo contesto, liberarsi del passato traumatico per sbrogliare la propria storia.

L’architettura dell’albero psicogenealogico diviene rivelatrice della nostra appartenenza a un corpo familiare. Aiuta a risalire alla sorgente della nostra esistenza e delle nostre scelte, delle trasmissioni inconsce, dissimulate in una catena aggrovigliata che spesso influisce sul nostro presente con i suoi lutti non elaborati, segreti, conflitti, ingiustizie,…

Diventa così possibile interrogarci sul posto da dare alle situazioni ripetitive che hanno delimitato (e limitato) la nostra esperienza individuale, in legame con gli avvenimenti vissuti dalle generazioni precedenti.
L’approccio psicogenealogico e transgenerazionale, ci conduce sui sentieri dei passivi famigliari, offre ad ognuno la possibilità di dare alle memorie trasmesse il loro giusto valore. Incarnarsi dentro le radici identitarie di una storia ricostruita permette di iniziare il cammino della propria libertà individuale.

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