Il Culto degli Antenati

in Albero genealogico, Antenati, Psicogenealogia, Schutzenberger, Sindrome di anniversario

L'essere umano ha, dai tempi più antichi, onorato i propri antenati. Moltissime culture, seppur lontane tra loro geograficamente e idealmente, praticano il culto degli avi.
Nella cultura buddhista è consigliato sedere ogni giorno, anche se solo per pochi minuti, e manifestare gratitudine nei confronti dei propri antenati.
In Tibet così come in diverse tribù africane, come i Fang e le tribù Bandu e gli Eshira del Gabon e del Camerun, li celebrano. Altresì in Indonesia e nel Sud America.
In Vientnam, dove la cultura ha subìto le influenze delle quattro grandi religioni e filosofie : il confucianesimo, il taoismo, il buddhismo e il cristianesimo; sono praticati, da tempo immemore, il culto degli antenati e quello dei "Lari", divinità protettrici della casa e della famiglia. Qui, in ogni abitazione, si trova un altare per il loro culto, nell'area più sacra della casa.
Tale culto degli antenati è basato sulla convinzione che l'anima di una persona sopravviva alla morte fisica e che protegga i discendenti dall'aldilà. Data l'influenza che gli spiriti degli avi esercitano sui vivi, offenderli o risvegliarli è considerato sacrilego.
Tradizionalmente, i vietnamiti, veneravano e onoravano le anime degli antenati regolarmente, specialmente nell'anniversario della loro dipartita; per chiedere aiuto per gli affari e per la guarigione dei malati, offrono loro preghiere. (Vietnam, Lonely Planet)
La nostra cultura occidentale, individualista e materialista, ci ha dato l'illusione di essere monadi isolate, autosufficienti ed indipendenti, e così credendo ci siamo allontanati dalle radici del nostro albero (genealogico) e da noi stessi. Il senso di solitudine e di frustrazione, ormai così pervasivi, trovano anche in questo comportamento la motivazione della loro origine..
Ad ogni modo, la ragione e la scienza, grazie soprattutto a studiosi come Anne Ancelin Schutzenberger, stanno rivalutando l'importanza di ritrovare una connessione con i nostri antenati; di riconoscerli, dare loro voce, restituire dignità e valore a coloro i quali sono stati occultati per azioni considerate disonorevoli o vergognose. Finalmente, grazie alla psicogenealogia viene ridato ascolto ai fantasmi trangenerazionali per ritrovare, grazie alla loro pacificazione, la nostra pace.
Liberati ora da superstizioni e credenze antiche, possiamo accostarci ai nostri antentati riconquistando la nostra libertà attraverso l'ammissione dell'interdipendenza.
Sonia Faccia
Roma, 30/12/2010

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